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Possibile che, grande e grosso com’è, con quel becco adunco, e pur appartenendo all’ordine Accipitriformi (ovvero rapaci diurni) si limiti a nutrirsi di larve di api, vespe, bombi e calabroni?

Eppure è proprio così, il Falco pecchiaiolo è un uccello rapace diurno di medie dimensioni (simili a quelle di una Poiana), il cui nome scientifico dice molto di lui: Pernis apivorus, ovvero “rapace mangiatore di api”. La sua alimentazione, in realtà, può includere anche altri insetti e piccoli vertebrati, ma la base è costituita appunto da queste piccole larve.

Buona parte dell’aspetto e del comportamento del Falco pecchiaiolo, quindi, sono strettamente legati a questo tipo di alimentazione. Tanto per cominciare, le penne che circondano il becco e l’occhio sono rigide, quasi a formare delle squame, a protezione dalle punture degli insetti.

Poi, oltre che in volo, è tipico vederlo mentre cammina a terra, alla ricerca dei favi nascosti nel terreno, che disseppellisce scavando con le zampe.

Inoltre, poiché durante l’inverno le sue prede scarseggiano, questo uccello migra in Africa tra fine agosto e settembre. pecchiaiolo, pernis apivorus, valle po, migrazione, lombatera, munè, rifugio pian munèTra aprile e maggio fa ritorno in Europa per la riproduzione: dopo alcuni voli di corteggiamento, l’accoppiamento e la costruzione del nido (anche se frequentemente vengono utilizzati nidi abbandonati da altri rapaci o da corvidi), la femmina depone 1-3 uova, che schiuderanno dopo un mese circa.
L’habitat europeo è costituito da boschi alternati a radure, non oltre i 1800 metri di altitudine.
Diffuso su tutte le Alpi ed in Europa, tranne che nelle sue propaggini più settentrionali e meridionali e nelle isole, il Falco pecchiaiolo è riconoscibile con relativa facilità.

L’aspetto generale della struttura è simile a quello, come dicevamo sopra, di una Poiana: 120-130 cm circa di apertura alare, ali arrotondate e chiare sotto, coda “a ventaglio”.

Se attentamente osservato, però, mostra un collo più sottile ed allungato ed una testa più arrotondata e meno massiccia: è comune dire che sembra quella di un piccione. Inoltre è facilmente contattabile durante il periodo della migrazione, durante la quale si presenta a ondate di numerosi individui, anche decine.

Alcuni luoghi sono notoriamente adatti all’avvistamento di questa specie. Uno è Bric Lombatera, sopra Paesana (CN), nei pressi del quale, probabilmente, le correnti termiche ascensionali creano le condizioni ideali perché gli stormi degli uccelli migratori, ed i pecchiaioli in particolare, prendano quota e proseguano nel loro viaggio.

Bric Lombatera, grazie alla sua posizione dominante sul fondovalle e verso il Monviso, è stato fin dell’antichità (primo millennio a.C.) utilizzato quale luogo per rituali divinatori. Ne sono testimonianza le numerose coppelle ed incisioni rupestri presenti nei pressi della sua sommità. Non è escluso che alcuni di questi rituali prevedessero gli “auspici”, nell’accezione originale del termine, ovvero dal latino “avis“, uccello e “spicere“, osservare.

Tali rituali consistevano appunto nell’interpretazione da parte di un sacerdote-sciamano del volo del uccelli, quale oracolo o espressione della volontà divina.

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Poco sopra il Bric Lombatera si trova l’accogliente Rifugio Pian Munè, raggiungibile anche in macchina, dove si possono trovare la biglietteria della stazione sciistica, il Bar e il Ristorante. Una grande terrazza di fronte al rifugio permette, nella bella stagione, di pranzare all’aperto o di rilassarsi nell’area relax. Dal rifugio vengono anche organizzati concerti, apericene, escursioni guidate e molto altro. In cima all’impianto di risalita si può approfittare del calore della Baita in quota, raggiungibile in ciaspole, seggiovia, gatto delle nevi o motoslitta.

In entrambe le strutture troverete servizio bar, ristorante con cucina di specialità tipiche, menu alla carta, vini selezionati e aree relax.

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Per info:

www.pianmune.it
+39 328 6925406
info@pianmune.it
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Max Pellerino